giovedì 25 giugno 2026

Emma il nuovissimo modello di IA fatto in Italia al 100%

 





Cosa è Emma, l’intelligenza artificiale italiana che suscita l’ilarità del web

Il modello di Egomnia rilancia il tema della sovranità tecnologica nazionale ma è al centro di parodie che evidenziano il divario tra ciò che promette e ciò che è in grado di fare.

Il panorama tecnologico italiano è animato da Emma, una famiglia di modelli IA sviluppata da Egomnia, azienda con sede a Roma fondata da Matteo Achilli.

Emma 5, ultimo modello uscito dai laboratori di Egomnia, è stato presentato come una risposta della sovranità nazionale allo strapotere delle Big Tech d’Oltreoceano ma, alla prova dei fatti, appare al di sotto delle attese, tanto da avere scatenato l’ilarità degli utenti.

Il problema principale identificato dagli esperti non risiede tanto nelle qualità del modello IA, quanto nella forma di comunicazione scelta da Achilli. Tuttavia, rimanendo aderenti al modello in quanto tale, non è tutto da buttare.

Emma 5 conta 550,4 milioni di parametri contro le migliaia di miliardi di parametri dei modelli IA sviluppati dai colossi americani e cinesi.
Inoltre, ha una finestra di contesto limitata a 2.048 token e una dimensione totale di 2,46 GB e ciò ne fa un modello di scala educational che può essere eseguito in modo agevole su un computer casalingo.
I parametri sono i valori numerici interni che un modello IA apprende durante l'addestramento e che determinano come elabora il linguaggio, riconosce schemi e genera risposte. Sono, di fatto, la conoscenza operativo del modello.

Egomnia non è un colosso e non si occupa solo di intelligenze artificiali. Nel corso del 2025 ha visto una contrazione del fatturato (sceso a 1,47 milioni di euro) e ha un capitale sociale liberato di 55.075 euro.
Numeri che, pure non essendo esaustivi, aiutano a contestualizzare la potenza di fuoco dell’azienda, ben distanti da quelli di Big Tech.

Matteo Achilli ha costruito attorno a Egomnia un’immagine molto più grande della reale dimensione del business: pochi annunci, clienti citati in modo ambiguo, partnership gonfiate e numeri non verificabili.

Il prodotto di punta è una piattaforma per la ricerca di lavoro che funziona come un sito di annunci sul quale le aziende pubblicano offerte e i candidati i propri curricula, lasciando a un algoritmo il compito di ordinare i profili nel modo più compatibile e opportuno.
Molte aziende indicate come clienti o partner non confermano rapporti attivi, e diversi loghi presenti sul sito risulterebbero usati in modo improprio.
La piattaforma vive soprattutto di integrazioni con agenzie interinali come Gi Group, che riempiono automaticamente la bacheca di annunci.
I bilanci, citati sopra, mostrano una struttura minima, poco personale e ricavi modesti, mentre Achilli continua a comunicare valutazioni miliardarie e investitori non dichiarati.

Nel corso del 2024, stando alle informazioni dell’Euronext Growth Milan (la borsa italiana per le piccole e medie imprese), Egomnia aveva un valore di capitalizzazione di 2,3 milioni di euro.

L’immagine che Achilli rende al pubblico è quindi molto più brillante della realtà operativa della startup.

Cosa rimproverano gli utenti a Emma

Al di là dei meme e del sarcasmo, di Emma vengono riconosciuti i limiti che cozzano contro la narrazione che ne ha fatto Achilli.

Più che un prodotto che può fronteggiare Big Tech, Emma 5 è un modello IA che può servire a creare esperimenti (anche scolastici) per capire come funziona un LLM, lontano da ogni ambizione di mercato ma dal buon valore educativo.

Gli errori compiuti da Emma e la lentezza con cui risponde non sono altro che una debolezza nella coerenza logica, funzionalità che non rientrano nelle capacità di un modello da 550 milioni di parametri.

Sono il modo in cui è stato presentato e le attese tradite ad aver fatto di Emma un meme; tuttavia la sovranità tecnologica italiana è un tema attuale e sentito che, però, ha bisogno di ben altro ordine di investimenti e di infrastrutture.

Fonte

lunedì 22 giugno 2026

giovedì 18 giugno 2026

Io non sono un Robot


Paradosso: una macchina che chiede ad un essere umano di dimostrare di non essere una macchina

visto qui il 17 giugno 2026

sabato 13 giugno 2026

E se la tecnologia più avanzata non fosse l'Intelligenza Artificiale... ma il nostro stesso corpo?

 

Mentre il mondo guarda all'AI come alla più grande innovazione della storia, spesso dimentichiamo la tecnologia che utilizziamo ogni giorno: noi stessi.
Il corpo umano è composto da trilioni di cellule che comunicano continuamente tra loro attraverso segnali elettrici, chimici e biologici.
Ogni battito del cuore genera attività elettrica.
Ogni pensiero nasce da reti neurali incredibilmente complesse.
Ogni cellula produce e utilizza energia per mantenere in vita questo sistema straordinario.
Sappiamo inoltre che cuore e cervello generano campi elettromagnetici misurabili che si estendono oltre il corpo.
Più studiamo la biologia, più scopriamo che siamo una rete vivente di informazioni, energia e comunicazione.
Forse i computer più potenti, le reti più sofisticate e le tecnologie più avanzate non sono altro che un tentativo di imitare ciò che la natura ha già creato.
E se il più grande mistero tecnologico fossimo proprio noi?

Fonte

lunedì 8 giugno 2026

Parrucchieri robotici e IA

I parrucchieri robotici alimentati dall'IA hanno iniziato a funzionare in diverse città cinesi, offrendo tagli ai capelli con una precisione a livello millimetrico.

Il sistema funziona in tre fasi:

• Scansione 3D — un sistema di sensori mappa la forma della testa, la geometria del viso e il tipo di capelli del cliente
• Selezione dello stile — l'utente sceglie un taglio di capelli tramite un'interfaccia digitale, e l'IA regola il percorso di taglio per corrispondere al modello scelto
• Esecuzione robotica — un braccio meccanico taglia i capelli monitorando continuamente la lunghezza in tempo reale per mantenere l'uniformità

Ogni sessione costa ¥60 (~€8), rendendola competitiva con i saloni economici. Gli sviluppatori affermano che i robot riducono i tempi di attesa e i costi operativi rispetto ai parrucchieri tradizionali.

Via @science

martedì 28 aprile 2026

Modifica del tempo - cambiamento climatico












Se non riesci a vedere che questa è un'operazione di modifica del tempo, in pieno svolgimento, non c'è molta speranza per te.


Il Partito ti ha detto di rifiutare le prove dei tuoi occhi e delle tue orecchie. Era il loro comando finale, il più essenziale

George Orwell, 1984


Visto qui: https://t.me/Chat_IlGiuristaImpertinente/289703?single

domenica 19 aprile 2026

lunedì 6 aprile 2026

L'intelligenza artificiale che "resuscita" un defunto a soli 2,50 €

L'essere umano è la manifestazione divina e ha una cosa che l'I.A. non avrà mai: lo Spirito.

Solo chi studia e conosce l'Essere Umano potrà capirlo e non rimanerne schiavo di queste tecnologie.

Tutti gli altri, liberi di farsi "gestire".


Fonte: https://t.me/consenso_disinformato

domenica 15 marzo 2026

Servizio pubblico

Il capo di OpenAI (ChatGPT), Sam Altman: "I sistemi di intelligenza artificiale diventeranno un servizio pubblico, come l'elettricità o l'acqua, e le persone lo acquisteranno da noi tramite un contatore".

Visto qui

domenica 1 marzo 2026

domenica 15 febbraio 2026

Videocamere private

 

HACKERATE CENTINAIA DI MIGLIAIA DI WEBCAM PRIVATE

In Corea del Sud oltre 120.000 videocamere private (webcam domestiche e sistemi di sorveglianza interni), sono state compromesse e hackerate da gruppi di criminali che hanno raccolto informazioni e immagini intime (rapporti sessuali, ecc.) e momenti di vita quotidiana per trasformarli in materiale hot da vendere nel dark web.

Hanno sfruttato password deboli, configurazione errate e modelli IoT non aggiornati, accedendo ai flusso video senza che gli utenti se ne accorgessero.

Secondo le autorità sudcoreane, migliaia di clip sono già circolate su piattaforme legali dove vengono catalogate e rivendute come contenuti personalizzati.

La cosa interessante è che la gente compra sempre più tecnologia perché fa figo, e perché così si sente più sicura! Peccato che la realtà sia lontana anni luce.

Lungi dal liberarci, questa tecnologia invadente ci rende sempre più prigionieri all'interno di gabbie dalle pareti trasparenti.

Visto qui: @marcellopamio

giovedì 22 gennaio 2026

SENSORI DI TRACCIAMENTO NELLE CUFFIE

 

Nita Farahani del World Economic Forum afferma che presto i sensori integrati nelle cuffie e in altri dispositivi tracceranno l'attività cerebrale.

"Per esempio: sei stanco? Sei attento? I tuoi pensieri vagano? Sei felice o arrabbiato?" dice.

Fonte: JosefSternInformazioniLibere

visto su: https://t.me/NOZTLITALIA

martedì 6 gennaio 2026