visto qui
giovedì 6 agosto 2026
lunedì 27 luglio 2026
Succede a Genova
GENOVA: Tremila telecamere spieranno i cittadini per addestrare la IA, tutto taciuto da media e comune in barba alla privacy e alla trasparenza.
Intanto:
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domenica 19 luglio 2026
Datacenter
Diversi Stati degli USA stanno legiferando per vietarne l'installazione sul loro territorio perché consumano enormi quantità di energia e di acqua, inoltre, riscaldano l'aria e emettono campi elettromagnetici importanti; allora li istallano qui mentre già si legifera per proteggere le aziende tecnologiche, che ormai hanno più diritti dell'ambiente e dei cittadini.
I datacenter contengono anche dati militari sensibili e quindi espongono le popolazioni civili a diventare obiettivi militari.
per approfondire:
Intanto, QUATTORDICI MILA TONNELATE di CO2 sono state prodotte in due anni dallo yacht di Zuckerberg; a questo si deve aggiungere il suo allevamento di carne bovina di altissima qualità come WAGYU e ANGUS che produce altrettante tonnellate di CO2.
Perché va diminuita la produzione di CO2, DA PARTE TUA, mica da parte dei PADRONI del mondo...
domenica 5 luglio 2026
giovedì 25 giugno 2026
Emma il nuovissimo modello di IA fatto in Italia al 100%
Cosa è Emma, l’intelligenza
artificiale italiana che suscita l’ilarità del web
Il panorama tecnologico italiano è animato da Emma, una famiglia di modelli IA sviluppata da Egomnia, azienda con sede a Roma fondata da Matteo Achilli.
Emma 5, ultimo modello uscito dai laboratori di Egomnia, è stato presentato come una risposta della sovranità nazionale allo strapotere delle Big Tech d’Oltreoceano ma, alla prova dei fatti, appare al di sotto delle attese, tanto da avere scatenato l’ilarità degli utenti.
Il problema principale identificato dagli esperti non risiede tanto nelle qualità del modello IA, quanto nella forma di comunicazione scelta da Achilli. Tuttavia, rimanendo aderenti al modello in quanto tale, non è tutto da buttare.
Emma 5 conta 550,4 milioni di parametri contro le migliaia di miliardi di parametri dei modelli IA sviluppati dai colossi americani e cinesi.
Inoltre, ha una finestra di contesto limitata a 2.048 token e una dimensione totale di 2,46 GB e ciò ne fa un modello di scala educational che può essere eseguito in modo agevole su un computer casalingo.
I parametri sono i valori numerici interni che un modello IA apprende durante l'addestramento e che determinano come elabora il linguaggio, riconosce schemi e genera risposte. Sono, di fatto, la conoscenza operativo del modello.
Egomnia non è un colosso e non si occupa solo di intelligenze artificiali. Nel corso del 2025 ha visto una contrazione del fatturato (sceso a 1,47 milioni di euro) e ha un capitale sociale liberato di 55.075 euro.
Numeri che, pure non essendo esaustivi, aiutano a contestualizzare la potenza di fuoco dell’azienda, ben distanti da quelli di Big Tech.
Matteo Achilli ha costruito attorno a Egomnia un’immagine molto più grande della reale dimensione del business: pochi annunci, clienti citati in modo ambiguo, partnership gonfiate e numeri non verificabili.
Il prodotto di punta è una piattaforma per la ricerca di lavoro che funziona come un sito di annunci sul quale le aziende pubblicano offerte e i candidati i propri curricula, lasciando a un algoritmo il compito di ordinare i profili nel modo più compatibile e opportuno.
Molte aziende indicate come clienti o partner non confermano rapporti attivi, e diversi loghi presenti sul sito risulterebbero usati in modo improprio.
La piattaforma vive soprattutto di integrazioni con agenzie interinali come Gi Group, che riempiono automaticamente la bacheca di annunci.
I bilanci, citati sopra, mostrano una struttura minima, poco personale e ricavi modesti, mentre Achilli continua a comunicare valutazioni miliardarie e investitori non dichiarati.
Nel corso del 2024, stando alle informazioni dell’Euronext Growth Milan (la borsa italiana per le piccole e medie imprese), Egomnia aveva un valore di capitalizzazione di 2,3 milioni di euro.
L’immagine che Achilli rende al pubblico è quindi molto più brillante della realtà operativa della startup.
Cosa rimproverano gli utenti a Emma
Al di là dei meme e del sarcasmo, di Emma vengono riconosciuti i limiti che cozzano contro la narrazione che ne ha fatto Achilli.
Più che un prodotto che può fronteggiare Big Tech, Emma 5 è un modello IA che può servire a creare esperimenti (anche scolastici) per capire come funziona un LLM, lontano da ogni ambizione di mercato ma dal buon valore educativo.
Gli errori compiuti da Emma e la lentezza con cui risponde non sono altro che una debolezza nella coerenza logica, funzionalità che non rientrano nelle capacità di un modello da 550 milioni di parametri.
Sono il modo in cui è stato presentato e le attese tradite ad aver fatto di Emma un meme; tuttavia la sovranità tecnologica italiana è un tema attuale e sentito che, però, ha bisogno di ben altro ordine di investimenti e di infrastrutture.
lunedì 22 giugno 2026
giovedì 18 giugno 2026
Io non sono un Robot
Paradosso: una macchina che chiede ad un essere umano di dimostrare di non essere una macchina
visto qui il 17 giugno 2026
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