In Corea del Sud oltre 120.000 videocamere private (webcam domestiche e sistemi di sorveglianza interni), sono state compromesse e hackerate da gruppi di criminali che hanno raccolto informazioni e immagini intime (rapporti sessuali, ecc.) e momenti di vita quotidiana per trasformarli in materiale hot da vendere nel dark web.
Hanno sfruttato password deboli, configurazione errate e modelli IoT non aggiornati, accedendo ai flusso video senza che gli utenti se ne accorgessero.
Secondo le autorità sudcoreane, migliaia di clip sono già circolate su piattaforme legali dove vengono catalogate e rivendute come contenuti personalizzati.
La cosa interessante è che la gente compra sempre più tecnologia perché fa figo, e perché così si sente più sicura! Peccato che la realtà sia lontana anni luce.
Lungi dal liberarci, questa tecnologia invadente ci rende sempre più prigionieri all'interno di gabbie dalle pareti trasparenti.
Visto qui: @marcellopamio
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