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martedì 16 gennaio 2024

INTERNET IN OGNI COSA

Se oggi per caso gli esseri umani svanissero dalla Terra, il mondo digitale continuerebbe a ronzare vivacemente. Le videocamere che controllano le strade da Pechino a Washington continuerebbero a trasmettere video in streaming. I camion a guida autonoma continuerebbero a trasportare il materiale di una miniera australiana.

Questa è l’epoca dello IOT, presto 20 miliardi di oggetti cyberfisici popoleranno il globo nonostante 4 miliardi di individui siano ancora disconnessi. Questo dà il metro dell’epoca in cui viviamo e dello spirito che permea i tempi: una allucinazione collettiva in cui le masse riempiono le loro vite di dispositivi tecnologici convinte di migliorare le proprie esistenze.

Siamo spesso abituati a considerare internet come una architettura strutturata per le comunicazioni e le informazioni e rivendicarla come avamposto di libertà ma a tutti gli effetti internet è una rete di controllo materiale, grazie alla quale aziende private e governi interagiscono, istituendo una sorveglianza di massa sui cittadini

Siamo nel pieno dell’automatizzazione della società e sottomessi alle logiche degli algoritmi i quali “giocano un ruolo centrale nella società perché classificano, ordinano, discriminano, prevedono e danno punteggio a tutti gli aspetti della vita

Possiamo continuare a starnazzare sul web di voler essere liberi ma se non opponiamo quella che il filosofo Eric Sadin definisce la “politica del grande rifiuto” , disconnettiamo le nostre esistenze dall’infosfera e torniamo a con-vivere tutti insieme nel mondo fisico.

Fonte: Francesco Centineo

venerdì 21 ottobre 2022

5G, entro il 2025 almeno 800 antenne (possibili cancerogeni) su ogni chilometro d’Italia? Una ogni 20 metri.

Tecnicamente si chiamano punti di accesso wireless di piccola area (SAWAP o small cell), sono le mini-antenne a microonde millimetriche pensate per servire il 5G, cioé l‘Internet delle cose e non più solo delle telefonia mobile, ma oggetti, cioé devices connessi nella casa domotica. In un documento interno, indirizzato ai membri e al personale del Parlamento Europeo, da Bruxelles si scopre che entro il 2025 potrebbero essercene fino a 800 antenne 5G per ogni chilometro quadrato del territorio, compreso quello italiano, dove il wireless di quinta generazione è previsto dall’AgCom fino alla frequenza limite degli 80 Ghz (noto come dai 60 Ghz ci sia difficoltà del sangue di assorbire ossigeno). Praticamente un’antenna 5G ogni 20 metri. Stiamo parlando di stazioni radio base che irradiano radiofrequenze onde non ionizzanti, cioé (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) possibili agenti cancerogeni per l’uomo (nella revisione attesa entro il 2024 di probabili se non certi al 100%).
 
 
 
Tweet di ProfessorWerner: I residenti di Miraflores (Lima)in Perù, che soffrivano di polmonite insolita e coagulazione intravascolare disseminata, hanno costretto le autorità municipali a rimuovere una torre 5G mascherata da albero.
E con ciò il Covid è miracolosamente scomparso nella zona

martedì 6 luglio 2021

Internet delle cose

The 5G Dragnet (La gabbia del 5G) - Documentario di James Corbett

Le società di telecomunicazioni si sono lanciate nell’implementazione della tecnologia cellulare di quinta generazione. Ma il mondo del 5G è un mondo dove tutti gli oggetti sono connessi tra loro e continuamente scambiano dati. L’oscura verità è che lo sviluppo di reti 5G e la moltitudine di prodotti connessi che vedremo nascere nelle infrastrutture delle città smart globali rappresentano la più grande minaccia alla libertà della storia umana. Un documentario del giornalista James Corbett (2019), tradotto e doppiato da Giulio Bona per Comedonchisciotte.org.